Chi è la psicologa
La psicologia è una professione sanitaria. Per esercitarla occorrono la laurea in Psicologia, l’abilitazione all’esercizio della professione e l’iscrizione all’Albo degli Psicologi.
La legge che ordina la professione le affida la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico, rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità (Legge 56/1989, articolo 1).
Che cosa succede in un colloquio
Un colloquio psicologico è, prima di tutto, una narrazione mirata a un problema. Racconti ciò che ti preoccupa o ti fa soffrire, ciò che desideri o che non riesci a decidere; la psicologa ascolta, fa domande, ti aiuta a notare collegamenti e a guardare le cose da punti di vista nuovi. Gli obiettivi si stabiliscono insieme e si verificano lungo il percorso.
La teoria dell’attaccamento
Nel suo lavoro di psicologa la Dott.ssa Brenna fa riferimento a questa teoria, sviluppata a partire dalla metà del Novecento dallo psichiatra e psicoanalista inglese John Bowlby e dalla psicologa Mary Ainsworth.
Il punto di partenza è semplice. Fin dalla nascita abbiamo bisogno di persone vicine a cui rivolgerci quando siamo in difficoltà: una «base sicura», come la chiama la teoria, da cui ripartire per esplorare il mondo. Da come ci hanno risposto – con vicinanza o con distanza, in modo prevedibile o incerto – impariamo che cosa aspettarci dagli altri e quanto sentirci degni della loro attenzione: se chiedere aiuto, quanto fidarci, quanto avvicinarci.
Queste aspettative tendono ad accompagnarci anche da adulti e si ritrovano nella vita di coppia, nel rapporto con i figli, nel modo di vivere una separazione o un lutto. Non sono un destino: i legami importanti che costruiamo nel corso della vita possono modificarle.
Nei colloqui questa prospettiva offre una chiave di lettura: può aiutarti a capire da dove nascono certi tuoi modi di stare con gli altri, senza cercare colpe.
A che cosa serve
Il sostegno psicologico può aiutarti:
- a capire meglio che cosa ti sta succedendo;
- a dare parole alle emozioni, anche a quelle più difficili da dire;
- a riconoscere i modi di reagire che si ripetono e che forse non ti aiutano più;
- a ritrovare le tue risorse, anche quando sembrano esaurite;
- ad affrontare una decisione con più lucidità;
- a intervenire per tempo, prima che un disagio diventi più pesante.
Davanti a una scelta
Molte persone si rivolgono alla psicologa davanti a un bivio: cambiare lavoro o restare, separarsi o riprovarci, trasferirsi, prendersi cura di un genitore anziano, tornare a studiare.
Il colloquio psicologico non decide al posto tuo. Ti aiuta a prendere consapevolezza di ciò che stai vivendo: a distinguere ciò che desideri da ciò che temi, a riconoscere le aspettative degli altri che senti addosso, a immaginare con realismo le conseguenze di ogni strada. La scelta resta tua, ma diventa più libera.
Che cosa non è
- Non è ricevere consigli come da un amico, né essere giudicati.
- Non è riservato a chi ha «problemi gravi».
- Non è una psicoterapia e non prevede l’uso di farmaci.
- Non dura per forza a lungo: le modalità si decidono insieme.